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Vivere nei Parchi #PugliAmici info e prenotazioni il 28 Maggio Domenica c/o Parco Cimino durante l'evento Viva Cimino presentazione del Calendario delle Attività.

COMUNICATO STAMPA VIVERE NEI PARCHI. PUGLIA.M.I.C.A. A TARANTO A PARTIRE DAL 20 E 21 MAGGIO 2017 Partono nel week-end di sabato 20 e domenica 21 Maggio le attività motorie, ludiche, ambientali e culturali previste dal progetto regionale Vivere nei parchi - PugliA.M.I.C.A. L'acronimo finale che sta per Attività Motoria Integrata Cultura e Ambiente si accompagna ad un progetto innovativo, finanziato dalla Regione Puglia, monitorato dall'Università degli Studi di Bari, gestito dal Comune di Taranto che ne ha affidato la realizzazione, a seguito di un Avviso esplorativo, all'Associazione WWF Taranto Onlus. In forma totalmente gratuita si potrà disporre di professionisti ed esperti nel campo dell'educazione motoria, alimentare, ambientale. Si spazierà fra escursioni, conversazioni di archeologia e geologia, esercizi a corpo libero e yoga, laboratori del gusto. Veri percorsi di benessere e di conoscenza destinati preferibilmente ad intere famiglie, senza alcuna preclusione relativa all'età o ad eventuali disabilità. La presenza di un educatore professionale garantisce la personalizzazione di tutte le attività motorie previste da un calendario nutrito e diversificato che si articola in due week-end mensili, fino a luglio compreso, con una pausa estiva di un mese e la ripresa degli incontri per altri due mesi, in settembre e ottobre. Conoscenza del territorio e attività fisica, eventuale correzione degli stili di vita e dell'alimentazione costituiscono la scommessa alla base di questo progetto per il quale sono ancora aperte le iscrizioni. Alle ore 10,00 di sabato prossimo e per due ore i cittadini che vorranno iniziare a dedicare tempo e cura al proprio benessere psico-fisico, immergendosi nella natura e godendo dei benefici delle attività all'aria aperta, avranno come meta la Riserva “Palude La Vela”, in Località Patrovaro, sulla Circumarpiccolo – Taranto. Sempre alle ore 10,00 di domenica 21 l'appuntamento, invece, sarà a Parco Cimino, al fine di arginare gli effetti dell'impatto acustico delle attività in programma che prevedono musica, danze e balli che disturberebbero la quiete riservata all'avifauna della Riserva. Per adesioni e informazioni utilizzare i seguenti recapiti: taranto@wwf.it – 3398918346 L'immagine può contenere: cielo, oceano, pianta, erba, albero, spazio all'aperto, natura e acqua




comunicazione riproduzione Cavaliere d'Italia





A seguito delle scoperta della nidificazione del Cavaliere d'Italia il WWF comunica che le visite in Riserva Palude La Vela sono ridotte al max a 10 persone e su prenotazione.




WORLD WETLAND DAY 5 FEBBARIO 2017

Il WWF Taranto O.A. in collaborazione con APS ETERNIA e il GRUPPO SPORTIVO DELLA POLIZIA MUNICIPALE è lieto di invitarVi all'evento Internazionale WORLD WETLAND DAY (Giornata mondiale delle zone umide), che si terrà il 5 febbario 2017 dalle ore 09.00 alle 16.00 presso il PARCO CIMINO e LA Riserva Naturale regionale Orientata “Palude la Vela”. La giornata mondiale nasce quando nel 2 febbraio del 1971 è stata firmata la convenzione Ramsar con la quale si è potuto individuare e tutelare le aree umide del nostro pianeta. Per zone umide" s'intendono «...le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, i, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata…….(fonte Wikipedia) I siti che possiedono tali caratteristiche rivestono una importanza internazionale soprattutto come habitat degli animali acquatici. Inoltre le zone umide rivestono una notevole importanza dal punto di vista, chimico fisico, batteriologico, nutrimento per tutta la popolazione della fauna presente. Il WWF Taranto, continuando a sviluppare incontri ed eventi promossi grazie Il progetto, dal nome “ECOMUSEO PALUDE LA VELA E DEL MAR PICCOLO (ECO.PA.MAR.)” (finanziato da Fondazione CON IL SUD e cofinanziato dal Comune di Taranto), mira a promuovere e a divulgare la valenza naturalistica del nostro territorio e specialmente del Mar Piccolo. Domenica le attività si divideranno in prima mattinata presso la “Palude la Vela”, dove ci saranno delle attività di birdwatching e passeggiate naturalistiche, dopo un pranzo al sacco al Parco Cimino, nel pomeriggio ci saranno, giochi ecologici per bambini e visite guidate nel parco. Di seguito il programma provvisorio dell’evento: ore 09.00 appuntamento c/o La Palude la Vela ore 09.30 birdwatching e passeggiata naturalistica ore 11.00 birdwatching e passeggiata naturalistica ore 12.30 trasferimento al Parco Cimino ore 13.00 pranzo a sacco ore 15.00 giochi ecologici per bambini ore 15.30 visite guidate al Parco Cimino Sito




Falco Pescatore



Il WWF Taranto da tantissimi anni è presente nell’area della Riserva La Vela gestendo e garantendo, sin dal 1993, attività di educazione e sensibilizzazione sulla valenza naturalistica del sito e in generale di tutta la Riserva in questione. Con la presente s’intende porre all’attenzione del Comune di Taranto, Ente Gestore della “Riserva Regionale Orientata Palude La Vela”, alcune osservazioni e raccomandazioni riguardo la tutela ed eventuale fruizione dell’area prospicente il Promontorio del Fronte,in parte di proprietà del 65° Deposito Carburanti dell’Aereonautica Militare, e di come questa abbia un ruolo chiave sulla presenza, conservazione e tutela della fauna selvatica presente ed in particolare per l’avifauna. In calce la Cartina con la delimitazione dell’area oggetto delle osservazioni. La nostra presenza costante e le nostre osservazioni effettuate nel corso degli anni ci permettono di affermare con certezza che l’area in questione è di assoluta importanza per la posizione che occupa all’interno della Riserva. La conformazione particolare a semicerchio della pineta di Fucarino, in quella zona meglio conservata, e la presenza della Caserma dell’Aereonautica Militare hanno assicurato in questi anni il necessario isolamento acustico e visivo che ha permesso la frequentazione del sito da parte di un consistente popolamento ornitico, il quale ha giovato della scarsa pressione antropica sul sito. L’area in questione è posta in una zona di transizione tra la terra e il mare ed è caratterizzata da acqua salata, salmastra e limo. Caratteristiche che nel corso dell’anno la portano ad essere frequentata da importanti specie ornitiche dalla diversa fenologia. Difatti, molte di queste specie sono incluse nella Direttiva Uccelli 79/409/CEE, normativa di riferimento in Europa per la conservazione delle specie minacciate dell’avifauna europea, oltre che nella Lista Rossa Nazionale. In calce le specie inserite nella Direttiva Uccelli che frequentano il sito. Premettendo che la fauna selvatica in generale è estremamente suscettibile alla presenza ravvicinata dell’uomo, aggiungiamo che per gli uccelli in particolare si richiede un approccio e una conoscenza approfondita nel momento in cui si decide di avvicinarli ed osservarli. Intendiamo quindi raccomandare la prosecuzione dell’assenza di pressione sulla fauna selvatica intercorso in questi anni, sottolineando che tra i fattori di minaccia e di disturbo vanno considerate anche numerose attività del tempo libero che hanno un’influenza antropica indiretta sulla fauna quali birdwatchers, fotografi, escursionisti, diportisti, etc. Quindi si sconsiglia nella zona sopradescritta qualsiasi tipo di fruizione a piedi, bici o barca da parte del pubblico, eccetto che per le attività di studio e monitoraggio. In particolare, tra le specie che potrebbero risentire di un’ inadeguata frequentazione c’è il Falco pescatore (Pandion haliaetus) che da alcuni anni sverna nella Riserva Palude La Vela, specie inserita in varie Direttive Comunitarie compresa la Direttiva Uccelli. Questo predatore è estremamente specializzato dal punto di vista trofico e frequenta, nutrendosi di pesce, le acque marine costiere, lagune salmastre, foci dei fiumi e corsi d’acqua. Si riproduce in nord Europa e sverna in diversi paesi del Mediterraneo; in Italia pur essendo regolare è localizzato come svernante, ma in Puglia la sua presenza è segnalata come molto scarsa nelle zone umide della nostra Regione. Nel sito in questione della Riserva La Vela, il Falco pescatore frequenta assiduamente più posatoi, sia nelle fasi di riposo che sosta e alimentazione. Pertanto come rilevato anche dagli atti dell’ultimo Convegno Nazionale di Ornitologia tenutosi a settembre 2015 a Caramanico Terme, vista la vulnerabilità di molte specie di predatori migratori e svernanti come il Falco pescatore, occorre adottare misure di protezione e tutela dei siti dove esso sverna. Oltre al Falco pescatore, l’area in questione è frequentata in inverno da diverse specie di anatre di superficie che in quest’ansa naturale svolgono parte delle loro attività vitali (alimentazione, riposo, pulizia, rifugio etc.), insieme a Fenicotteri, Spatole, Falco di palude etc. La pineta di Fucarino, antistante lo specchio d’acqua, è anche dormitorio di un nutrito gruppo di ardeidi di varie specie. Allo stato attuale la zona potenzialmente potrebbe favorirne anche la nidificazione se priva di frequentazione umana, creando quindi le condizioni per la formazione di una garzaia, luogo in cui nidificano collettivamente diverse specie di aironi (fam. Ardeidae) con abitudini coloniali. Fenomeno ricorrente nelle altre grandi zone umide d’Italia, come quella del Delta del Po. Già da anni inoltre assistiamo ogni estate alla nidificazione del Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) altra specie legata all’acqua in tutte le fasi della sua vita ed inserita nella Direttiva Uccelli. Questa specie In Italia ed in Puglia è migratrice regolare e nidificante, con maggiore concentrazioni a Margherita di Savoia e con coppie distribuite in altre aree regionali. Dalle nostre osservazioni è stato possibile accertare che nei mesi da marzo ad agosto la specie staziona regolarmente nella Riserva Palude La Vela e nella zona oggetto di queste osservazioni, alcune coppie costruiscono il nido sul suolo nudo nei pressi della prateria di salicornia ed indisturbati si occupano della cova e della crescita dei pulli. L’eventuale presenza di visitatori nelle immediate vicinanze di questo sito, con il loro seppur inconsapevole ed involontario disturbo, significherebbe compromettere la possibilità che questi uccelli decidano di nidificare o di portare a termine la cova, in quanto se disturbati tendono ad abbandonare i nidi. Questo scenario comprometterebbe la finalità per cui questa Riserva è stata istituita, cioè la conservazione e il miglioramento dell’habitat in funzione di tutte le specie che passano qui anche solo una parte della loro vita. Va considerato inoltre che tutti gli interventi di salvaguardia anche specie-specifico, tramite il mantenimento delle condizioni ambientali adatte cioè assenza di disturbo, potrebbero creare degli scenari nuovi ed imprevedibili incoraggiando altre specie a nidificare, come ad esempio potrebbe essere per l’Avocetta (Recurvirostra avosetta), specie sorella del Cavaliere d’Italia anche lei in Direttiva Uccelli. Difatti, come è accaduto in altre zone umide del territorio italiano, a causa delle simili esigenze ecologiche, il Cavaliere d’Italia e l’Avocetta nidificano insieme. Vorremmo inoltre ribadire chei percorsi di conoscienza sono fondamentali per creare una nuova cultura naturalistica finalizzata all’educazione, come dimostra il nostro impegno di questi anni in cui abbiamo realizzato incontri nelle scuole, escursioni guidate per scolaresche ed eventi per la cittadinanza. Ma va sottolineato come questi percorsi vadano creati ed intrapresi con la piena consapevolezza di un approccio responsabile e scientifico, fondamentale per la conservazione della biodiversità, scopo principale ed istitutivo della Riserva Palude La Vela. In conclusione chiediamo che le presenti osservazioni vengano accolte e prese in considerazione dall’Ente gestore della Riserva Regionale Naturale Orientata Palude La Vela permettendo così di continuare a mantenere l'equilibrio naturale ed aumentare la biodiversità, arricchendo il territorio tarantino di quel valore aggiunto e inestimabile che dà la natura e di cui la città ha estremo bisogno. Il Comitato Scientifico del WWF Taranto OA Dott.ssa Candida Fasano, Biologa Dott. Marco D’Errico, Naturalista Dott.ssa Simona Soloperto, Medico veterinario




#1 Workshop Co-working Palazzo Ulmo Ecomuseo Flora e Fauna Riserva La Vela

é stato un week-end pieno di appuntamenti a Palazzo Ulmo, a Taranto Vecchia, sede scelta per la realizzazione dell’Ecomuseo Palude la Vela e del Mar Piccolo (Eco.Pa.Mar) sostenuto da Fondazione CON IL SUD. Nella giornata di venerdì 14 ottobre, alla presenza dei partecipanti al workshop e degli alunni, di alcune classi coinvolte nel progetto di alternanza scuola-lavoro degli Istituti Battaglini, Cabrini e Maria Pia, si è svolto il secondo appuntamento dedicato alla realizzazione della Mappa di Comunità dell’Eco.PaMar. Nella mattinata il dott. Naturalista Marco D’Errico ha relazionato avendo in argomento le presenze faunistiche del Mar Piccolo. Successivamente, il dott. Naturalista Cristiano Liuzzi, esperto di avifauna e collaboratore dell’I.S.P.R.A per il monitoraggio dell’avifauna in Puglia, ha condotto un approfondimento sulle più importanti specie di volatili presenti in Riserva e successivamente sulle specie più rare che si possono osservare al suo interno. Le attività sono state guidate dall’Associazione X-Scape di Bari, un collettivo di architetti, urbanisti, paesaggisti e designer di Bari, a cui è stato affidato il compito di coordinare le attività per la realizzazione della Mappa. Tutor della giornata è stato il professore di Disegno e Grafica dell’Università di Urbino dott. Mauro Bubbico, che ha portato la sua esperienza per l’ individuazione delle modalità di rappresentazione e comunicazione delle tematiche scelte dai partecipanti del workshop oltre che importanti spunti di riflessione. La realizzazione della Mappa coinvolge la comunità, le tradizioni e le attività attualmente presenti, ma anche la comunità floro-faunistica, ornitica e l’individuazione dei luoghi tipici e caratteristici sia per l’uomo che per le specie animali e vegetali. Un approccio che riconosce l’importanza della natura, la integra nelle mappe e ne immagina una nuova rappresentazione, attraverso la raccolta di testimonianze, oggetti, ricordi legati all’area. Il carattere d’innovazione del progetto sta nella proposta di realizzazione di un Ecomuseo del Mare per fare di Taranto una città non solo sul mare, ma di mare. I lavori riprendono oggi con la partecipazione dei licei scientifici Maria Pia e Battaglini e la riapertura del tavolo di lavoro con i partecipanti al workshop. Durante la giornata proseguirà l’attività di promozione e divulgazione del nascente Ecomuseo del Mar Piccolo, con la collaborazione degli studenti volontari in formazione presso il WWF Taranto. Per questo cogliamo l’occasione di ringraziare i Presidi degli Istituti partner del progetto Ecomuseo per la concessione di spazio, tempo e dei loro alunni appassionati e collaborativi. Prossimo appuntamento 28 Ottobre Fotografia di Comunità con Michele Cera fotografo paesaggista made in Puglia. le eccellenze della nostra terra iscrizione obbligatoria per partecipare al workshop prenotazioni alla mail xscapelab@gmail.com Cordialmente WWF Taranto




Mappa di Comunita del Mar Piccolo

il 9 Ottobre inizia il percorso per la realizzazione della Mappa di Comunità dell'Ecomuseo del Mar Piccolo e Palude La Vela. Si parte con una passeggiata di conoscenza del territorio. La Riserva sarà aperta dalle ore 09.30 alle 14.00 per i visitatori che vorranno accompagnarci e ascoltare il racconto delle nostre guide alla scoperta del territorio. una giornata di "appartenenza" identitaria per una nuova visione del Mar Piccolo con l'intento, finalmente, di tornare a viverlo ed amarlo come da sempre la città ed il territorio hanno fatto.




COMMUNITY MAPPING SCHOOL – TARANTO 05.10.2016


Presentazione della Community Mapping School e delle attività propedeutiche alla elaborazione della Mappa di comunità dell’Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo a cura dell’associazione X‐Scape. L’Ecomuseo Palude la Vela e Mar Piccolo (Eco.Pa.Mar.), progetto di cui il WWF Taranto è ideatore e Capofila, è un progetto sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD tramite il Bando Ambiente 2015, dal Comune di Taranto e dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Realizzerà nella Riserva Naturale Palude La Vela e nella zona del Mar Piccolo un ecomuseo per documentare, conservare e valorizzare la biodiversità in un’ottica di sviluppo ambientale, economico e socio‐culturale. Nell’ambito di Eco.Pa.Mar., mercoledì 05 ottobre alle ore 17:00, presso il Salone degli Specchi del Municipio di Taranto (Piazza Municipio 1), l’associazione X‐Scape, presenta il calendario delle attività della COMMUNITY MAPPING SCHOOL che coinvolgeranno abitanti, studiosi e curiosi nella realizzazione della Mappa di Comunità dell’Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo di Taranto. La mappa sarà realizzata attraverso un percorso di ricerca aperto alla comunità, nel quale individuare luoghi, oggetti, memorie che costituiscono elementi di valore del paesaggio del secondo seno del mar Piccolo. Interverranno: Vincenzo Di Gregorio, assessore all'Ambiente Salute Qualità della vita Avv. Alessandro De Roma, dirigente Settore Ambiente Comune di Taranto Prof. Angela Barbanente, Professore DICATECh Politecnico di Bari Fabio Millarte, presidente WWF Taranto Marco Degaetano, associazione XScape Le attività della Community Mapping School, che si svolgeranno nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, prevedono esplorazioni guidate per conoscere il territorio, incontri pubblici per condividere conoscenze, esperienze, saperi e 4 workshop per acquisire e reinterpretare nuove conoscenze. Ognuno dei workshop approfondirà la conoscenza del territorio utilizzando approcci differenti, quali l’osservazione naturalistica, la fotografia del paesaggio, la ricerca antropologica e la comunicazione visiva. I partecipanti saranno guidati nelle esplorazioni e nei workshop, che prevedono lezioni e attività pratiche, da esperti e professionisti: Mauro Bubbico, grafico e docente di Progettazione Grafica e Tipografica all’ISIA di Urbino, esperto di design finalizzato all’educazione ambientale e sociale, Michele Cera, urbanista, ha incentrato la sua ricerca sull’indagine degli insediamenti umani e sul territorio attraverso la fotografia di paesaggio, Marco D’Errico, dottore naturalista, membro del comitato scientifico del WWF,




2 Ottobre 2016 Festa delle oasi WWF


Una domenica di passeggiate tra boschi, specchi d’acqua già ricchi di uccelli acquatici, lungo spiagge libere: per trascorrere una giornata d’autunno immersi nella natura domenica 2 ottobre si può approfittare dell’ultima giornata dell’iniziativa promossa dal WWF per i suoi 50 anni in Italia di aperture gratuite che si è ripetuta dallo scorso luglio ogni prima domenica del mese. L’invito è quello di vivere la natura col passo ‘leggero’ del naturalista, osservandola con binocoli e l’aiuto di guide esperte: un’alternativa a favore dell’ambiente per controbilanciare l’apertura della caccia che nel mese di ottobre vede purtroppo un’intensa attività. Domenica 2 ottobre è anche l’occasione per diventare Soci del WWF e contribuire alla tutela di questi angoli di Natura, rappresentativi della ricchezza di paesaggi e ambienti del nostro Paese. Visitare un’oasi permette di toccare con mano il lavoro costante dell’Associazione in difesa di luoghi speciali, contro il bracconaggio, la speculazione e il degrado. Le Oasi WWF hanno contribuito a salvare specie a rischio o rare, dal lupo al cervo sardo e alla lontra passando per quelle meno conosciute come il pelobate fosco, un anfibio rarissimo della pianura padana. Quando necessario, il WWF ha acquisito direttamente territori per escluderli alla caccia - come nel caso di Valle Averto vicino Venezia e di Monte Arcosu in Sardegna – o li ha presi in concessione come nel caso del Lago di Burano in Toscana o di Persano in Campania. L’APPUNTAMENTO: Dall’Oasi alpina di Valtrigona, in Trentino all’Oasi siciliana del Lago Preola e Gorghi Tondi o a quelle vicino ai grandi centri, come l’Oasi di Vanzago a due passi da Milano e Macchiagrande vicino Roma si potrà godere dei colori dell’autunno, delle partenze e degli arrivi dei migratori, delle ultime fioriture, delle tracce degli animali. Attenzione a come vestirsi: tinte naturali, scarpe da camminata, macchina fotografica e binocolo. E tanta voglia di osservare, dal piccolo al grande che offrono questi ambienti naturali. http://www.wwf.it/giornataoasi_estate2016.cfm




Sorveglianza Ecopamar


COMUNICATO STAMPA INIZIO DELLE ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA ECO.PA.MAR. 23 AGOSTO 2016 ORE 18.00 IL GRUPPO DI LAVORO DELL'ECO.PA.MAR. È LIETO DI INVITARVI ALLA RISERVA NATURALE “LA VELA” PER L'INIZIO DELLE ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA DELL'ECO MUSEO DEL MAR PICCOLO, PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DELL’AREA D’INTERESSE DEL PROGETTO FINANZIATO DA “FONDAZIONE DEL SUD” CON IL SOSTEGNO DEL COMUNE DI TARANTO. Inizia ad Agosto 2016 la sorveglianza dell’area d’interesse dell’Ecomuseo del Mar Piccolo, realizzata da Arpec Puglia, Rarovet e WWF Taranto. L’attività consisterà nella realizzazione di giornate di prevenzione dei reati ambientali, tali iniziative si terranno soprattutto nel periodo della caccia per contrastare le attività di bracconaggio particolarmente presenti nell’area in oggetto. Entrambe le attività saranno condotte a cavallo per garantire la sorveglianza ambientale anche nei territori più impervi. Il monitoraggio del territorio sarà garantito anche grazie al controllo del fenomeno del randagismo ed al recupero della fauna selvatica in difficoltà realizzato dal WWF Taranto e Rarovet A.p.s.. L’associazione WWF Taranto O.A. Onlus sarà inoltre impegnata nella sorveglianza delle comunità ornitiche della Riserva, specie rappresentative dello stato d’integrità dell’intero ecosistema. I dati scientifici ottenuti dai ricercatori, saranno integrati a quelli inerenti le attività di sorveglianza del territorio svolte da Arpec. Questo monitoraggio integrato tra i partner del progetto permetterà l’attuazione di un piano di protezione ambientale più mirato ai bisogni del territorio. Inoltre, con opportune attività di divulgazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale, questi dati consentiranno di accrescere nei fruitori dell’area (visitatori, turisti, scolaresche, etc…) la consapevolezza sulle peculiarità e le criticità del territorio, nonché la creazione di una maggiore coscienza critica collettiva. A supporto di queste attività sarà creata Envi-mApp, un’App per smartphone come ulteriore strumento di sorveglianza partecipata della cittadinanza. L’app permetterà a chiunque di georeferenziare una foto di peculiarità naturalistiche e/o criticità ambientali. La foto verrà poi inserita in un database di pubblico dominio costantemente aggiornato. Il servizio di sorveglianza ambientale dell’area sarà realizzato tramite vigilanza antibracconaggio a cavallo e a piedi nelle aree della Riserva e limitrofe per meglio censire discariche abusive, sversamenti, etc. In questa fase sarà effettuato anche il beta-testing di Envi-mApp e l’installazione di telecamere mobili all’interno della Riserva. Verrà inoltre effettuato il monitoraggio di cani randagi in grado di predare la fauna selvatica. L’associazione Arpec Puglia sede di Taranto condurrà due importanti azioni, la prima incentrata sulla sorveglianza ambientale per mezzo della mappatura delle attività illecite che verrà eseguita anche sperimentando l’innovativa Envi-mApp (App di Monitoraggio Ambientale). L’attività consisterà nella realizzazione di giornate di prevenzione dei reati ambientali, tali iniziative si terranno soprattutto nel periodo della caccia per contrastare le attività di bracconaggio particolarmente presenti nell’area in oggetto. Entrambe le attività saranno condotte a cavallo per garantire la sorveglianza ambientale anche nei territori più impervi. Il monitoraggio del territorio sarà garantito anche grazie al controllo del fenomeno del randagismo ed al recupero della fauna selvatica in difficoltà realizzato dal WWF Taranto e Rarovet A.p.s.. L’associazione WWF Taranto O.A. Onlus sarà inoltre impegnata nella sorveglianza delle comunità ornitiche della Riserva, specie rappresentative dello stato d’integrità dell’intero ecosistema. I dati scientifici ottenuti dai ricercatori, saranno integrati a quelli inerenti le attività di sorveglianza del territorio svolte da Arpec. Questo monitoraggio integrato tra i partner del progetto permetterà l’attuazione di un piano di protezione ambientale più mirato ai bisogni del territorio. Inoltre, con opportune attività di divulgazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale, questi dati consentiranno di accrescere nei fruitori dell’area (visitatori, turisti, scolaresche, etc…) la consapevolezza sulle peculiarità e le criticità del territorio, nonché la creazione di una maggiore coscienza critica collettiva. Il progetto del WWF di Taranto per la realizzazione dell'Eco Museo della Palude La Vela e del Mar Piccolo, o, più brevemente, Eco.Pa.Mar., vincitore del Bando Ambiente 2015 di “Fondazione con il Sud”, ente privato no-profit che dal 2006 sostiene interventi “esemplari” per valorizzare giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, oltre che promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni comuni al fine di favorire il welfare di comunità. Il progetto Eco.Pa.Mar. realizzerà nella Riserva Naturale Palude La Vela e nella zona del Mar Piccolo un ecomuseo diffuso per documentare, conservare e valorizzare la biodiversità in un’ottica di sviluppo ambientale, economico e socio-culturale. Ufficio Stampa Comitato promotore EcoPaMar




liberazione fauna selvatica 19
Comunichiamo che il giorno 19 Luglio alle ore 12.00 presso la Gravina di Riggio a Grottaglie, l’Osservatorio Regionale per la Fauna Selvatica di Bitetto, reimmette in liberta la fauna recuperata e riabilitata dallo stesso Osservatorio, alla presenza delle autorità cittadine e di tutte le associazioni del territorio. Progetto “SOS ANIMALI” Il WWF Taranto Onlus dal 2013 ad oggi ha condotto una campagna di sensibilizzazione per la tutela della fauna selvatica ed ha effettuato il trasporto di 190 esemplari di fauna selvatica ferita o in difficolta all’Osservatorio Faunistico Regionale di Bitetto, dove personale esperto affiancato dai veterinari dell’Università di Bari, fanno il possibile per salvare animali di varie specie da morte certa. Il WWF Taranto Onlus durante lo svolgimento del servizio di prima accoglienza e trasporto della fauna selvatica ferita o in stato di necessità, ha goduto della collaborazione delle Associazioni Balto&Togo, Arpec Puglia e Centro Studi Cetacei (CSC), ma ha potuto essere efficace grazie soprattutto alla sensibilità dimostrata dai cittadini che hanno spesso perseguito con responsabilità civile la consegna degli animali rinvenuti, spesso scontrandosi con la disponibilità delle autorità di competenza. Il WWF Taranto Onlus e le altre associazioni della rete, per sopperire al problema del mancato recupero, tramite il progetto “SOS ANIMALI”, ha organizzato un efficiente servizio di pronto intervento zoofilo per il primo soccorso e trasporto di animali feriti o in stato di necessità a cura di volontari altamente qualificati nella manipolazione e contenzione di animali feriti, come medici veterinari, e operatori specificamente formati. Tale servizio è attivabile tramite richiesta o segnalazione ad utenze telefoniche dedicate h/24, che viene divulgato e messo a disposizione degli enti pubblici e della cittadinanza. Per continuare ad essere attivo il servizio ha bisogno del contributo di ognuno di noi, per questo motivo vi chiediamo di sostenere le attività del WWF Taranto Onlus offrendo qualche ora del vostro tempo nella formazione e nel successivo inserimento nell’equipe del progetto “SOS ANIMALI”. Per info e contatti chiamare 3931617701 oppure alla mail taranto@wwf.it




il 17 Aprile il WWF vota SI


REFERENDUM TRIVELLE NUMERI ALLA MANO IL WWF DENUNCIA IL FALSO MITO DELLA ‘PRODUZIONE NAZIONALE’ DI IDROCARBURI” “ITALIA ‘INDIPENDENTE SOLO CON RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA” Tutti i NUMERI sulla produzione nazionale e sulla transizione da fossili a fonti alternative Spendiamo in sussidi a fonti fossili 2,7 miliardi di euro. Ultimi 2 anni in Italia con barriere e forzature crescita rinnovabili “boicottata’ #unmaredisi Sono l’efficienza e il risparmio energetici insieme alle energie rinnovabili la vera ricchezza dell’Italia, il vero oro sono le fonti rinnovabili, altro che il petrolio: lo afferma il WWF Italia che ricorda come tra il 2006 e il 2014, grazie alle misure per l’efficienza e le rinnovabili, le importazioni energetiche nel nostro Paese si sono abbassate di ben 10 punti (dall’85,9% al 75,9%), il minimo registrato negli ultimi 50 anni, dimostrando che il Paese si può emancipare dalle fonti fossili (gas e petrolio). Ma invece di puntare decisamente sulle rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica le politiche istituzionali sono andate in questi ultimi due anni in direzione ostinata e contraria: con tagli arbitrari e retroattivi sul fotovoltaico, barriere che vengono frapposte alle nuove istallazioni e all’autoproduzione e forzature procedurali che favoriscono il settore estrattivo degli idrocarburi. In Italia, mentre le istituzioni navigano ancora a svista, – osserva il WWF - è il mercato che va già nella giusta direzione. Il mercato - In uno scenario globale in cui si registrano investimenti record nelle rinnovabili (nel 2015 l’ammontare complessivo è stato di 367 miliardi di dollari) e le emissioni atmosferiche globali nei settori energetici non sono aumentate nonostante la crescita del PIL mondiale, come documentato dalla IEA, l’agenzia ONU per l’Ambiente - ricorda il WWF -, l’Italia in pochi anni è diventata leader mondiale per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico (7.9%), ed il primo, tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, a pari merito con la Spagna, per quota di energia rinnovabile nella produzione elettrica (fonte: Solar Foundation, 2015)”. Le istituzioni – il Governo non dice più una parola sul Green Act, che doveva contenere misure all’avanguardia in campo energetico e climatico, preannunciato dal premier Renzi nel gennaio 2015, ben prima del vertice di Parigi – osserva il WWF – ma nel frattempo ha dapprima classificato come strategiche (decreto legge Sblocca Italia, dl 133/2014, convertito nella legge 164/2014) tutte le attività di prospezione ricerca e coltivazione degli idrocarburi, tranne poi, con un goffo dietrofront, ridimensionare la forzatura; con il decreto legge Spalma incentivi (decreto legge 145/2013, convertito nelle legge 9/2014) ha addirittura colpito retroattivamente gli incentivi al fotovoltaico e il TAR del Lazio ha deciso con propria Sentenza di rimettere la questione di fronte alla Corte Costituzionale. Mentre i sussidi alle fonti fossili in Italia ammontano a 2,7 miliardi di euro, per effetto del decreto Spalma Incentivi è stata valutata la perdita di almeno 10mila posti di lavoro, nel settore delle fonti rinnovabili, secondo Assorinnovabili,”. Se si prendono poi in esame i dati sulla dipendenza energetica dell’Italia, il WWF rileva come, sulla base dei dati Eurostat elaborati dal professor Gianluca Ruggieri, dell’Università dell’Insubria, in Italia il picco di produzione nazionale di idrocarburi sia stato tra il '93 e il '99. In quegli anni la dipendenza energetica dalle importazioni estere era tra l'80 e l'83%, qualche punto inferiore a quella precedente. Dal 1997 la produzione nazionale di idrocarburi è scesa, e si è ricominciato a importare più di prima Nel 2006 le importazioni di fonti energetiche erano all'85,9%. Fu allora che cominciarono a essere introdotte le misure a favore di efficienza e rinnovabili e tra il 2006 e il 2014 la dipendenza si abbassa al 75,9%, il minimo registrato negli ultimi 50 anni almeno. E’ facile dedurre che anche negli anni di boom della produzione di risorse fossili nazionali, non siamo riusciti ad abbattere la dipendenza energetica sotto l'80%. Dal 1997 la produzione di risorse fossili nazionali è comunque calata stabilmente. Da quando l’Italia ha iniziato a investire in rinnovabili ed efficienza energetica, però, il Paese ha abbattuto del 10% la dipendenza energetica in soli 8 anni. Cosa si aspetta ad andare nella giusta direzione rendendo anche in Italia la strada verso le energie rinnovabili obbligata? Dalle rinnovabili, dall’uso più efficiente e dal risparmio energetico abbiamo tutto da guadagnare, basta che l’Italia si doti al più presto di un Piano nazionale per l’energia e il Clima che indichi una strategia per la de-carbonizzazione, coerente con l’Accordo di Parigi, che superi un gap istituzionale ormai trentennale (l’ultimo Piano Energetico Nazionale è del 1988). Roma, 15 Aprile 2016 IL SITO DEL WWF PER IL REFERENDUM TRIVELLE - http://www.wwf.it/unmaredisi.cfm Wwf ItaliaUfficio Stampa WWF Italia Tel. 06-84497.213 /266/332 329 8315725, 340 9899147




#lamianatura

LEGAMBIENTE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – WWF COMUNICATO STAMPA #ALLARMENATURA: 100 ASSOCIAZIONI IN EUROPA SI MOBILITANO PER DIFENDERE LA BIODIVERSITA’ Attiva da oggi fino al 24 luglio sui siti delle 3 associazioni la consultazione online aperta a tutti i cittadini europei. Lipu, Legambiente e Wwf alla Commissione europea: “Migliorare l’applicazione delle direttive e rinforzare la difesa di specie e habitat”. Sui social network Claudio Bisio dà voce al video della campagna internazionale 100 associazioni ambientaliste europee lanciano insieme oggi in tutta Europa, fino al prossimo 24 luglio, una grande Campagna sul web per salvare la natura europea dai propositi di deregulation del presidente della Commissione europea Juncker. Protagonisti dell’iniziativa sono BirdLife Europa (Lipu in Italia), Wwf, EEB (European Environmental Bureau, di cui fanno parte Legambiente, Fai, Pronatura e Mamme antismog) e Friends of the earth Europa che in 28 Paesi europei offrono l’opportunità a centinaia di milioni di cittadini europei, in modo semplice e chiaro, di pronunciarsi contro le minacce che vengono portate alla protezione della natura e per ottenere dalla Commissione europea una migliore implementazione e rafforzamento delle leggi europee sulla biodiversità. Le firme di soci, sostenitori e semplici cittadini vengono raccolte in Italia grazie all’impegno di Lipu, Wwf e e Legambiente che con una campagna sui media, in particolare i social network, convoglieranno i consensi sulle pagine www.lipu.it/allarmenatura, http://www.wwf.it/keepnaturealive e www.legambiente.eu . La pagina fornisce le risposte ai quesiti posti dalla Commissione europea riguardo le direttive “Habitat” e “Uccelli” nel contesto della cosiddetta “Fitness Check”, il processo cioè tramite il quale la Commissione europea sta effettuando un’approfondita valutazione delle due direttive sulla natura per verificare se esse sono coerenti ed efficaci rispetto agli obiettivi di conservazione della biodiversità europea. Un processo – sottolineano gli ambientalisti promotori della campagna - che si tiene in un clima ostile alla conservazione della natura. La campagna viene oggi lanciata sui social network e sui siti web delle 3 associazioni Lipu, Wwf e Legambiente da un video cui ha prestato la voce Claudio Bisio. Le direttive “Habitat” e “Uccelli” sono riconosciute come tra le più forti leggi al mondo per la difesa di animali selvatici, piante e habitat dall’estinzione. Grazie a queste normative, l’Europa ha oggi il più grande network al mondo di aree protette, la rete Natura 2000, che copre circa il 20% del territorio europeo e il 4% dei suoi siti marini. La campagna su Internet avviata oggi e attiva fino al 24 luglio 2015 permette ai cittadini di prendere parte alla consultazione ed è l’unica opportunità per il pubblico di esprimere il proprio punto di vista durante questa fase di valutazione tecnica. “Abbiamo una grande mole di evidenze scientifiche che mostrano come queste direttive, quando implementate, funzionano – dichiara Angelo Caserta, direttore di BirdLife Europa – E anche numerosi esempi che dimostrano come queste normative non ostacolano lo sviluppo dell’economia”. “Il Wwf sta combattendo da 30 anni affinché l’Europa avesse leggi per la protezione della natura che fungessero da modello per il mondo intero – afferma Tony Long, direttore dell’ufficio Policy del Wwf Europa - Nessuno può avere interesse a riportare le lancette dell’orologio, non la natura stessa e nemmeno noi umani che dipendiamo da essa per la nostra sopravvivenza”. Per Jeremy Wates, segretario generale EEB (European Environmental Bureau), “invece di disfare le leggi europee, la Commissione europea e gli stati membri dovrebbero mettere più impegno nella loro implementazione, e assicurarsi esse portino gli enormi benefici che possono portare alla natura così come a noi e alla nostra economia”. Da oggi al 24 luglio Facebook e Twitter si arricchiranno di decine di contenuti che lanceranno l’ #allarmenatura e racconteranno le tante storie di successo sul salvataggio, grazie alle normative europee, di specie rare e di siti preziosi per la biodiversità; inoltre tante testimonianza di Vip e gente comune sulla natura da amare e salvare, veicolati sui social tramite l’hashtag #lamianatura Sito Roma, 12 maggio 2015




#DiscoveringPuglia Riserva Regionale La Vela “L'arte nella natura” Domenica 28/06/2015 Passeggiata Naturalistica Con Enza Tomaselli STONE BALANCING Con Mauro Ferilli.


Ultima giornata di #DiscoveringPuglia 2015 offerta dall’Agenzia Regionale del Turismo Puglia Promozione. Il WWf Taranto Onlus invita a visitare la Riserva Regionale Palude La vela con i nostri esperti, dalle ore 09.30 alle ore 13.00. Consigliamo, crema solare, cappellino, repellente per le zanzare, scarpe comode o da trekking. Alle ore 14.00 si potrà consumare insieme un pranzo e le attività riprenderanno alle ore 16.30 con la passeggiata naturalistica in compagnia della dott. Enza Tomaselli, ambasciatrice della Bellezza dell'ameno lido, profonda conoscitrice del territorio, estimatrice del paesaggio naturalistico del Mar Piccolo, che ci condurrà in un viaggio attraverso i sentieri della pietra, " Il tratturo delle antiche sorgenti", alla fine del percorso, presso la foce del fiume Cervaro, l’artista tarantino Mauro Ferilli, coreografo e ballerino, il poeta dell'equilibrio delle pietre, presenta “Stone Balancing L’Arte incontra la natura”. La magia dell’equilibrio e della gravità uno spettacolo di sicura fascinazione. La rappresentazione denominata "Stone Balancing" è un momento di meditazione sulla ricerca dell'equilibrio. Sarà offerto un rinfresco a metà percorso. Prenotazione obbligatoria alla mail taranto@wwf.it info 3931617701 Fabio.




#DiscoveringPuglia2015

Domenica 21/06/2015 Alla scoperta della palude con i bambini in compagnia dell'Associazione LabLib. L'esigenza sempre più pressante di rendere le nuove generazioni consapevoli delle problematiche legate alla conservazione dell'integrità degli ambienti naturali, richiede un nuovo approccio didattico nei riguardi della conoscenza della natura. . Questo viaggio alla scoperta della Riserva Naturale Orientata della “Palude la Vela” ci porterà, finalmente, alla conoscenza di uno dei tanti ambienti naturali della provincia di Taranto, creando i presupposti per l'acquisizione di una "sana" coscienza ecologica nei nostri bambini. apertura Palude ore 09.30 registrazione dei partecipanti e inizio attività. tutte le attività sono gratuite offerte dalla agenzia regionale per il turismo PugliaPromozione.




#DiscoveringPuglia 7 Giugno 2015


#DiscoveringPuglia 2015 7 Giugno 2015 la Palude in Canoa la palude dal mare, appuntamento alle ore 11.30 all’entrata della Palude La Vela per la registrazione dei partecipanti successivamente ci sposteremo al molo dei Battendieri, luogo splendido, da dove prenderemo il mare, con le canoe da noi fornite. prenotazione obbligatoria alla mail taranto@wwf.it per info chiamare 3931617701 Fabio Millarte per poter salire in canoa bisogna essere maggiorenni, se minorenni bisogna essere accompagnati dai genitori con le canoe a due posti che vi forniremo e firmare una liberatoria assumendosene le responsabilità Sito




#DiscoveringPuglia 2015 31 MAGGIO 2015


#‎DiscoveringPuglia‬ domenica 31 Maggio Rematori della Magna Grecia giro in barca sul Mar Piccolo appuntamento ore 9.30 ingresso della palude chiusura ore 16.30, provate questa nuova esperienza sul mar piccolo insieme all' Associazione Rematori Taranto Magna Grecia Domenica 31 maggio per il programma ‪DiscoveringPuglia appuntamento Riserva Reg La Vela ore 09.30 prenotazione obbligatoria alla mail taranto@wwf.it Info 3931617701 Sito




#discoveringPuglia


Domenica 3 Maggio 2015 appuntamento ore 9.00 piazzale della Riserva oppure alle 9.30 piazzale masseria S.Pietro per info 3931617701/ taranto@wwf.it ‪#‎DiscoveringPuglia‬ Passeggiata naturalistica lungo le Coste La passeggiata è un percorso esperienziale intorno l’area protetta dalla lunghezza di 3 km con guida turistica regionale. Il suo interesse naturalistico è costituito dalla sua flora e in prevalenza dall’avifauna presente che annovera un numero incredibilmente alto di specie compresenti in un territorio relativamente piccolo. A fine passeggiata sarà offerto un rinfresco, visita necropoli, grotta carsica, belvedere mar piccolo. Arrivo area convento con degustazione in loco. Un viaggio dei 5 sensi alla scoperta delle bellezze di Taranto, accompagnati dai suggestivi panorami del mar piccolo. Procuriamoci un cappello per ripararci dal sole, delle scarpe comode o da trekking e vestiamoci con colori non troppo accesi per mimetizzarsi meglio. vi aspettiamo WWF Taranto




Osservazioni e Proposte, da parte di Cittadini Militanti e Associazioni Socioculturali, alla definizione del DPP per la redazione del PUG


Signor Sindaco, se è vero che il buon giorno si riconosce dal mattino, allora ci potrebbe essere qualche speranza che le cose, le nostre offuscate cose, tornino ad essere chiare come la luce del giorno e si potrà, con l’impegno di tutti, percorrere una strada sconnessa e tutta in salita per giungere alla redazione del nuovo Piano Regolatore.
Un nuovo Piano Regolatore adeguato alle necessità sociali e alle potenzialità di sviluppo economico e culturale del territorio, elaborato con lungimiranza così come avvenne con quello redatto, subito dopo l’Unità Nazionale, dall’architetto Davide Conversano e approvato dal Consiglio Comunale nel 1864. Un piano che fu degno, per i tempi, di una classe dirigente cittadina attenta e capace di una visione prospettica che, partendo dal trend demografico e dalle attività economiche presenti nel territorio, seppe pensare, con misura e con realismo, al proprio sviluppo urbanistico.
Ciò avvenne nel rispetto delle risorse naturali, sapendo cogliere il valore paesaggistico e produttivo dei Due Mari, comprese le prime balze che vi si affacciano, sapendo cogliere le opportunità offerte dall’Unità del Paese, a livello nazionale e geopolitico, prevedendo di:
1. Connettersi con la rete delle prevedibili strade ferrate, attraverso una moderna stazione ferroviaria, per usufruire del nuovo rivoluzionario sistema di trasporto delle persone e delle merci;
2. Potenziare il porto mercantile, in previsione dell’apertura del Canale di Suez (1869), un evento con conseguenze geopolitiche che avrebbero messo il Mediterraneo nuovamente al centro del commercio marittimo intercontinentale.

In quest’ultima scelta c’è tutta l’esperienza della presenza pluriennale a Taranto dell’esercito francese per la costruzione di un grande, strategico e sicuro porto commerciale.
Napoleone, uomo con visione globale, che conquistò l’Egitto per aprire un nuovo percorso e insidiare i ricchi commerci inglesi con l’India, pensava che l’Inghilterra tenesse testa alla Francia grazie ai proventi economici dei grandi traffici intercontinentali, di allora e di sempre: quelli del Mediterraneo con l’Estremo Oriente, l’Australia e le Americhe.
La Francia, conquistato l’Egitto, avrebbe accelerato la costruzione del canale di Suez e controllato così la rotta più breve tra l’Asia e l’Europa: verso quella sudorientale, tramite i porti del Pireo e di Istanbul e, nel mezzo, il porto hub di Taranto da dove poter incanalare il traffico commerciale verso l’Europa sud occidentale, verso i porti di Genova, Marsiglia e Barcellona, proseguendo, attraverso lo Stretto di Gibilterra e il Canale della Manica, per toccare i porti del Nord Europa nel Mar Baltico.
Il disegno napoleonico fallì, ma la sua visione geopolitica rimane valida ancora oggi. Infatti l’economia globale e la prosperità europea dipendono in maniera crescente dai collegamenti dell’Asia con l’Europa, che avvengono attraverso il canale di Suez e il Mare Mediterraneo, assumendo così un nuovo ruolo, che si aggiunge a quello da sempre avuto: essere cerniera tra Europa e Africa, condizione questa che oggi si ripropone con maggior forza ed evidenza.
I due continenti devono, con urgenza, ritrovare le ragioni per un’intesa politica ed economica necessaria per garantire ad entrambe, come al tempo dell’Impero Romano, stabilità, sicurezza, condivisione e prospettive pur nella diversità temporale di un orizzonte comune di prosperità.
In questo momento storico le aree più in subbuglio sono:
- l’Africa settentrionale con la Libia mentre, in Medio Oriente, la Siria e l’Iraq sono in piena guerra civile, fomentata e foraggiata principalmente da Arabia Saudita ed Iran;
- le tensioni tra Turchia, Libano, Palestina, Giordania, Cipro e Israele per lo sfruttamento del grande bacino di gas naturale, collocato in un braccio di mare -denominato bacino del Levante o Levantino- che interessa più paesi, con la complicazione che sono, in parte, uno contro l’altro armato;
- con le prospezioni già effettuate sono stati individuati, perimetrati e stimati –nel bacino del Levante- due giacimenti per l’estrazione -il Tamar e il Leviatano (riprendendo il nome del mostro marino biblico)- le cui capacità produttive garantirebbero migliaia di miliardi di metri cubi di gas.
- l’Europa, suo malgrado, è incastrata nella partita in corso per il controllo del mercato energetico
- petrolio e gas - tra la Russia e gli Stati Uniti, che vede l’Ucraina nel ruolo di capro espiatorio;
- la sorda rivalità tra Cina da una parte (impegnata a realizzare la Collana delle Perle, una rete di grandi porti, con l’attracco per navi da 20000 containers, e piattaforme logistiche per il controllo delle rotte marittime verso l’India, la penisola Arabica, l’Africa, il Mar Rosso e il Mare Mediterraneo dove ha già inserito la grossa perla del porto del Pireo) e India e Stati Uniti dall’altra. Tale tensione è causata dalla costruzione in Nicaragua di un canale navigabile interoceanico -in concorrenza con quello di Panama- scavato tra il Pacifico e l’ Atlantico con ingresso a Brito sull’Oceano Pacifico e uscita su 4 porti nel Mar dei Caraibi: Cayman Rock, Isla deVenado, Porto Gordo, San Juan de Nicaragua.
A tutto ciò si aggiunge la trasformazione dei conflitti da territoriali-nazionali in religioso- confessionali, con assalti alle sinagoghe, alle chiese, alle moschee. Un quadro di riferimento globale, tanto inedito quanto preoccupante, con cui occorre misurarsi, anche quando affrontiamo le nostre cose, le cose della nostra Città, di oggi e di domani. Aldilà di tutto questo, quello che ci fa ben sperare è, però, il giudizio espresso a tutto tondo dall’ingegnere Dino Borri in una sua recente intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, al giornalista Fabio Venere partendo proprio dalla: “Taranto non è una città stremata dalla crisi.”
Si tratta di un’affermazione di grande importanza perché proveniente da persona informata dei fatti e dei misfatti dei volti e dei risvolti della nostra questione ambientale, consapevole che nel processo di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) vi sono aree in cui oltre la VIA occorre presentare il RIR (Rischio Incidente Rilevante). L’ing. Dino Borri è stato investito della massima responsabilità consentita alla Municipalità, nella sua qualità di autorità procedente: ossia quello di essere Progettista e Coordinatore –avvalendosi della collaborazione della Direzione Urbanistica Comunale- della redazione del DPP per il nuovo Piano Regolatore (PUG). Ciò induce a sperare nel diradamento dei cumulonembi che incombono, da anni, sulla città e nell’ inizio di un nuovo percorso virtuoso per farci uscire fuori dalla trincea in cui da tempo siamo impaludati.
Il giudizio ottimistico del professionista è pieno di particolare valenza in quanto è stata proferito dopo un primo giro di consultazioni con le forze vive della Comunità, un sopralluogo scrupoloso in tutto il territorio interessato –valutandone e ponderandone tutte le potenzialità- ivi inclusa la constatata voglia di fare delle nuove generazioni. L’ing. Borri, infatti, ritiene che sia ancora possibile redigere un Piano Regolatore all’altezza dei tempi, in spirito glocal commisurato ai bisogni della comunità e rispondente alla necessità di superare la monosettorialità siderurgica, orientandosi verso prospettive economiche alternative e a misura d’uomo.
L’umanità sino alle soglie dell’Ottocento ha operato e vissuto secondo principi olistici: l’uomo, pur considerandosi al centro del mondo, aveva tuttavia consapevolezza della limitatezza delle risorse naturali. Egli non aveva ancora acquisito le tecnologie per l’uso delle fonti energetiche fossili e perciò era più in sintonia con le ragioni della natura. A partire dalla prima rivoluzione industriale, con l’invenzione della macchina a vapore e dell’energia elettrica, l’uomo si è invece considerato padrone assoluto, prefigurando la propria esistenza al di sopra e al di fuori di un rapporto rispettoso e fecondo con gli ecosistemi.
Oggi ci accorgiamo che il modello industriale lineare non è più in grado di fare i conti con la scarsezza e la difficile reperibilità di alcuni beni - acqua, aria e paesaggio - in quantità e qualità adeguate al fabbisogno.
Beni che, purtroppo, non vi sono nella medesima quantità e qualità per tutti, ma vengono percepiti come beni comuni e un nuovo diritto civile da rivendicare per le attuali generazioni e garantire a quelle future Dalla metà degli anni ‘70 l’umanità abbandonava il paradigma meccanicistico-riduzionistico che aveva sotteso lo sviluppo industriale lineare per oltre due secoli, e si andava prefigurando la necessità di passare al modello circolare ecologico-olistico.

Alla fine dell’Ottocento, con la costruzione dell’Arsenale Militare nella nostra città, dai mitilicoltori e ostricoltori direttamente danneggiati, furono subito riscontrati gravi danni alla maricoltura. Preoccupazioni condivise dalla parte più illuminata della classe dirigente che cercò di porvi rimedio; qualche parziale risultato si ebbe allorché l’Amministrazione Comunale, retta dal sindaco Francesco Troilo, istituì l’Istituto di Biologia Marina, diretto da Attilio Cerruti.
Peccato che al momento dell’intervento delle Partecipazioni Statali, non ci furono persone della tempra e della sensibilità di quella classe dirigente. La scabrosa situazione si ripetette ahimè, in proporzione più grande, con gli interventi coordinati delle Partecipazioni Statali. Anche in questa circostanza, ben presto, la parte più attenta e sensibile della popolazione prese consapevolezza che un grande stabilimento industriale a ciclo integrale, quale quello dell’Italsider, per come veniva collocato e per le caratteristiche del suo ciclo produttivo, diventava una struttura incompatibile da subire e da tollerare. Si cominciò con un gruppetto di pazzi malinconici ad alzare la testa prima, e la voce poi, per denunciare che lo stabilimento siderurgico era nato in quel luogo e in quel modo seguendo solo la logica del contenimento dei costi, della massimizzazione degli utili d’impresa e del minor tempo di realizzazione, mentre poca attenzione fu posta nel migliorare la qualità della vita delle persone, sia all’interno che all’esterno della fabbrica.
Alla denuncia degli intellettuali seguirono le manifestazioni di protesta popolare e momenti di pubblico dibattito con contributi di grande respiro come la partecipazione del geografo Pierre George alla conferenza dibattito sul modello industriale imposto, con riferimenti alla nostra realtà, organizzata dall’Università Popolare Jonica e dall’Alliance Francaise negli anni ’70 a Taranto.
Oppure, come non ricordare l’intervento del Prof. Giorgio Nebbia, al convegno di studi sul tema “Inquinamento ambientale e salute pubblica”, svoltosi il 27 e 28 aprile 1971 nel salone di rappresentanza dell’Amministrazione provinciale, con una “lectio magistralis” intitolata Progresso merceologico e Progresso Umano, che così cominciava: «Da alcuni mesi a questa parte la denuncia dell’uso irrazionale del territorio e delle risorse naturali, la scoperta dei guasti dell’ambiente e congestione urbana, hanno dato vita ad un movimento di opinione pubblica, ad una collera collettiva, come se la grande massa degli italiani si svegliasse dentro un incubo». L’Amministrazione Provinciale provvide alla pubblicazione della relazione e del dibattito. Un appello corale, indice di presa di coscienza collettiva, si ebbe allorchè, ad opera di un gruppo di lavoro interdisciplinare, si procedette alla stesura del Manifesto sull’ambiente del 1985, - inserito nella pubblicazione “Taranto topografia e toponomastica”. Il lavoro, che fu editato in 20.000 copie, si ispirava ai principi della Carta Europea dei poteri locali per la salvaguardia ambientale e venne corroborato dalla nostra sofferta esperienza, che iniziava con l’affermazione: “Abbiamo tutti il diritto-dovere all’Ambiente Migliore […]. Il suolo, l’acqua, l’aria sono beni preziosi che appartengono a tutti. Contaminarli significa degradare non solo la natura, ma la nostra stessa vita. Significa: dilapidare un patrimonio che non si potrà ricostruire- mettere in pericolo la sopravvivenza di intere specie animali, minacciare direttamente la salute degli uomini.”
Oggi, le green city europee hanno già metabolizzato il concetto secondo il quale il verde deve costituire il tessuto connettivo della città e che questo, tra le reti infrastrutturali, debba avere la stessa importanza di quella energetica, idrica, elettrica, telefonica, della mobilità e della banda larga per la connessione veloce con la rete digitale del Web 3.0. Ora tocca a noi dimostrare di saper interpretare la circolare della Regione Puglia n.1/2014 “Indirizzi e note esplicative sul procedimento di formazione dei Piani Urbanistici generali(PUG), facendola diventare l’alfa e l’omega per la lettura, ricucitura e riqualificazione del nostro straziato territorio.

Tale circolare prevede l’integrazione del processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nel procedimento di pianificazione urbanistica. Il principale elaborato tecnico in materia di VAS è il Rapporto Ambientale, il quale “costituisce parte integrante del piano o del programma e ne accompagna l’intero processo di elaborazione ed approvazione”. Il Rapporto Ambientale deve essere elaborato sin dai momenti preliminari dell’attività di formazione del piano e deve essere coerente con i contenuti del piano stesso in ogni fase della sua elaborazione. Sembra utile ricordare qui che gli stadi di avanzamento del Rapporto Ambientale sono quattro:
1) Rapporto preliminare di Orientamento, nel quale vengono definiti il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale, e programmate le modalità di svolgimento del processo di VAS (L.R. 44/2012, art.9);
2) Rapporto Ambientale, corredato della proposta di programma per il monitoraggio e di una Sintesi Non Tecnica, il cui compito è quello di individuare, descrivere e valutare gli impatti significativi che l’attuazione del PUG potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, offrendo altresì una valutazione comparativa delle ragionevoli alternative di piano considerate. Tale Rapporto Ambientale costituisce parte integrante del PUG da adottare in Consiglio Comunale;
3) Documentazione che accompagna l’atto di approvazione definitiva del PUG da parte del Consiglio Comunale, a valle del procedimento di verifica di compatibilità regionale e provinciale...




Riserva La Vela accessibile a tutti.

Sito birdwatching (passeggiata naturalistica per osservare gli uccelli) accessibile a tutti. Gli interessati sono pregati di inviare il loro nominativo, entro venerdì 30 gennaio , con i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita e residenza attuale. E-Mail: controlebarriereavdi@gmail.com




liberazione Fauna selvatica notturna Gufo Comune

Oggetto: Oasi WWF La vela: Reintroduzione in natura di Gufo Comune. Domenica 12 ottobre, presso la Riserva Regionale Orientata Palude-La Vela, verrà reintrodotto in natura un esemplare giovane di Gufo comune (Asio otus). L’esemplare, ancora “pullo”, recuperato in agro di Taranto da un volontario WWF , Cosimo Manna, è stato consegnato il 20 luglio al Centro Recupero Animali Selvatici Provinciale e Tartarughe Marine dell’Oasi WWF Policoro-Herakleia, struttura sanitaria veterinaria adatta al recupero, cura e riabilitazione degli animali selvatici, avendo come fine ultimo la reintroduzione in natura degli stessi animali. Dopo un’attenta visita clinica, il Medico Veterinario del Centro Policorese ha escluso qualsiasi patologia e il piccolo gufo ha iniziato il suo percorso di svezzamento. Divenuto autonomo nell’assunzione del cibo, il gufo è stato trasferito in voliere per l’adattamento pre-rilascio. Qui, sfruttando la tecnica dell’hacking, l’animale ha iniziato a compiere i suoi primi voli diventando sempre meno impacciato e più sicuro. Dopo un percorso riabilitativo di circa 2 mesi e mezzo, l’animale è oggi idoneo al rilascio mostrando pattern comportamentali normali per la specie e alcuna forma di confidenza verso l’uomo. Domenica 12 ottobre, a termine dell’escursione prevista per le ore 17 all’interno della Riserva Regionale Orientata alla tutela della Biodiversità “Palude La Vela”, il gufo tornerà libero compiendo il suo primo volo in natura. I responsabili del Centro, considerato l’importante valore educativo della suddetta iniziativa, sono lieti di condividere con la comunità, uno straordinario momento emozionale e formativo a conclusione di un lavoro di tutela e conservazione di specie protetta che quotidianamente i nostri professionisti Medici Veterinari e Biologi Marini svolgono quotidianamente presso il CRAS.




COMUNICATO STAMPA: uscita in canoa del 04.08.2014 c/o Molo dei Battendieri


L’Associazione “Contro le Barriere”, in virtù del progetto “Ma(D)re”, mette a disposizione delle persone (con disabilità e con normalità) ad essa vicina nella solidarietà e nella condivisione degli interessi comuni, delle canoe per un uscita presso il Molo dei Battendieri sul Mar Piccolo, che avrà luogo lunedì 4 agosto alle ore 9.30, durante questa uscita ci sarà la possibilità di imparare ad andare in canoa, con l’ausilio di istruttori professionisti e volontari del WWF Taranto. A questa iniziativa potranno partecipare anche chi possiede canoe di loro proprietà e vorrebbe condividere una giornata insieme a noi. Pertanto, si chiede alle Gent. me SS VV, di farci pervenire entro giovedì 31 c.m. i nominativi di chi potrebbe e vorrebbe partecipare, pur non appartenendo ai nostri sodalizi. Si precisa che la partecipazione a questo evento è gratuita. Per qualsiasi comunicazione riguardo all’oggetto della presente, contattare Francesco Vinci al 340 50 688 73.
Il Presidente Sig. Francesco Vinci




COMUNICATO STAMPA: Libri al sole™


Libri al sole™ è l’iniziativa intrapresa dall’associazione di negozi e imprese Made in Taranto™ in collaborazione con negozio Wind Taranto via Liguria, la giornalista e blogger Paola Bisconti, Pro Loco di Pulsano, Libreria Ubik ed un gruppo di ragazzi impegnati nel progetto culturale #Noiciproviamo. Libri al sole™ è l’iniziativa con cui, per la prima volta a Taranto, verranno portati libri e mini biblioteche in spiaggia e stimolati i più piccoli alla lettura interattiva mediante l’organizzazione di laboratori ludico culturali in grado di stimolare mente e corpo all’insegna del divertimento. Si comincia già da luglio con l’adesione di un primo stabilimento balneare. L’iniziativa è stata resa possibile soprattutto grazie al main sponsor Francesco Petraro, titolare del negozio Wind Taranto via Liguria che ha desiderato investire nel rilancio culturale della città jonica ripartendo proprio dai libri, fonte inesauribile di arricchimento del cuore e della mente. A questa grande disponibilità di Francesco Petraro si è aggiunta la competenza e l’esperienza della giornalista Paola Bisconti che, l'8 maggio 2013, ha inaugurato cinque mini biblioteche insieme agli alunni dell'Ist. Comprensivo L. Da Vinci di Cavallino e installato speciali “casette-librerie di strada” in parchi e piazze del paese compreso Castromediano (frazione di Cavallino). L’iniziativa di Paola Bisconti ha avuto così tanto successo che, nell'arco di pochi mesi, ha potuto estendere le proprie radici in molte aree del territorio salentino, inaugurando una little free library a Lecce, un'altra in un asilo nido a Caprarica e, Filippo Nicosia, ideatore di Pianissimo, anche nel parco della Casina Vernazza a Cavallino. L’associazione Made in Taranto™ ha inteso promuovere la creazione di reti tra gli operatori del commercio, della cultura e del turismo mettendone in comune volontà, competenze, esperienze e desideri di partecipazione attiva alla vita sociale e sviluppando prototipi di dialogo in grado di promuovere la socializzazione, la condivisione e l’interazione tra soggetti di un’ampia comunità. Con Libri al sole™, Made in Taranto™ ha voluto favorire l’incontro tra gli imprenditori del commercio e gli operatori culturali, quali appunto la giornalista e blogger Paola Bisconti, la libreria Ubik ed il gruppo di ragazzi del movimento #Noiciproviamo (Marina Moretti, Gaia Favaro, Giovanni Cuccaro), muovendosi nel tentativo di aprire anche al turismo, coinvolgendo la Pro Loco di Pulsano che ha accolto l’istanza con grande entusiasmo e partecipazione. Grande contributo è stato offerto anche dai ragazzi del movimento #Noiciproviamo i quali concorreranno alla realizzazione del progetto mediante la proposta di laboratori organizzati intorno ai punti di consultazione libraria. Il progetto verrà esplicitato nel corso della conferenza stampa che si terrà giovedì 12 giugno 2014 alle ore 10 presso la libreria Ubik in via Di Palma.




COMUNICATO STAMPA: Riunione Commissione Assetto del Territorio di Taranto


Fruttuosa riunione monotematica della Commissione Assetto del Territorio del Comune di Taranto tenutasi il 12 febbraio alle ore 14.30 negli uffici comunali di Piazza Pertini su richiesta di Jotv, di concerto con Garden Club di Taranto, WWF Taranto, Relais Histò, Ristorante Al Faro, promotori de “La collana delle perle ambientali dello Jonio – di Puglia – Basilicata – Calabria e Sicilia”, una raccolta di documentari finalizzata alla valorizzazione e fruizione dei beni ambientali del nostro territorio, per la valutazione del bioparco del Galeso, progettato dal dott. Vito Crisanti per incarico dell’Amministrazione provinciale, prossimo al passaggio al demanio comunale, e per la verifica delle interconnessioni spaziali e tecnico-amministrative con:il Centro di Educazione Ambientale di proprietà Comunale, esteso per 2 ettari, in fase di ristrutturazione per una diversa destinazione d’uso. - il compendio dell’ex macello comunale già oggetto di progetto di restauro e riuso; - 2 ettari di terreno annessi alla masseria La Mutata di proprietà delle Opere Pie Riunite Vincenzo De Cesare, distesi sull’affaccio del Primo Seno del Mar Piccolo all’altezza dell’idrovora ILVA Spa; - circa 20 ettari intorno alla struttura agrituristica del ristorante Al Faro, già masseria Saracino di proprietà del Marchese Saracino di Montemesola, in capo a soggetti privati, destinati a parco-giochi e sport, che, dati i vincoli apposti nell’ambito del piano Posidonia, potrebbero essere acquisiti dal demanio comunale anche attraverso compensazione urbanistica, in cambio di aree di proprietà del demanio comunale con uguale destinazione d’uso al quartiere Paolo VI; - l’area di proprietà dell’ILVA intorno all’idrovora, già oggetto di un progetto esecutivo redatto dell’arch. Stefano Favale su incarico dell’allora Italsider agli inizi degli anni 80 a seguito di accordo con l’Amministrazione Comunale compatibile con l’allora redigendo lungomare terrazzato di Via Mar Piccolo, progetto a cura di un gruppo di professionisti coordinati dall’ing. Giuseppe Recchia e dall’ing. Antonio Abbatangelo, mai realizzato, che invece andrebbe rispolverato dall’Archivio e portato a compimento, come da impegno sottoscritto dall’Italsider. Il Bioparco del Galeso, nello stesso tempo un “biotopo” e un parco letterario per il suo valore storico-culturale, costituirà il cuore del primo documentario della collana. Per la realizzazione della fatica editoriale sono già all’opera esperti consulenti, tra i quali Vito Crisanti, Mario Romandini, Enza Tomaselli, Francesca Catucci, Ludovico Pollastro, Arturo Tuzzi, Cosimo Netti, Nicola Cardellicchio, Michele Pastore, Marcella D’Addato e Tommaso Portacci. A fare chiarezza sulla complessa realtà i contributi dell’arch. Silvio Rufolo, dell’arch. Mario Romandini, del dott. Vito Crisanti e la proiezione di alcune riprese recenti riguardanti sia la Palude La Vela che il Fiume Galeso. Verificata la comune volontà dei componenti della Commissione Assetto del Territorio di procedere ad una formale conferenza di servizi per ricomporre una realtà frammentata, in cui sono interessati più soggetti, e così procedere ad un progetto complessivo di riambientalizzazione dell’area, si è ritenuto di programmare alle ore 10.00 del giorno 20 febbraio una visita guidata dell’area, partendo dalla Masseria Saracino (attuale Ristorante Al Faro). Alla visita guidata parteciperanno i membri della Commissione Assetto del Territorio, i funzionari del Comune interessati e una nutrita delegazione di ambientalisti. Il sopralluogo così aiuterà l’Amministrazione comunale ad accelerare i procedimenti amministrativi avviati dall’Amministrazione provinciale per trasferire il parco al demanio comunale al fine di inserirlo organicamente e tempestivamente nel piano di riambientalizzazione del quartiere Tamburi. Prima del sopralluogo, Wwf Taranto e Garden Club Taranto inviteranno il variegato mondo dell’ambientalismo e del privato sociale organizzato a valutare un’ipotesi di gestione animata e partecipata del bioparco del Galeso, da sottoporre alla valutazione dell’Amministrazione Comunale. Il Bioparco per la sua natura è da intendere e vivere quale “spazio comune”. Secondo noi sarebbe opportuno sin da subito coinvolgere organicamente il privato sociale organizzato e le strutture turistiche qualificate in diretta relazione con l’ecosistema del Marpiccolo, al fine di garantire una gestione includente motivata competente e responsabile.
14/02/2013 Fabio Millarte Presidente di WWf Taranto




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